Quanto siamo (im)preparati alla de-estinzione

OggiScienza

14779617283_9d83225bdd_zSPECIALE AGOSTO – La tigre di Giava. Lo stambecco dei Pirenei. Il dodo. Magari anche il mammut. Di nuovo tutti tra noi. Potrebbe succedere grazie alla de-estinzione, una vera e propria “biologia della resurrezione”, un intero filone di ricerca che lavora per riportare in vita le specie animali ormai scomparse o destinate presto a scomparire. E no, non si tratta di una fantasia alla Jurassic Park: la teoria c’è già tutta e anche le tecniche per la manipolazione del materiale genetico di partenza secondo gli scienziati delle università più prestigiose sarebbero cotte quasi a puntino, tanto da indurci a credere che massimo entro dieci anni potremmo davvero toccare con mano qualche esemplare proveniente dal passato.

Magari a partire da quelli scomparsi più di recente, col contributo anche di azioni sconsiderate dell’essere umano come il piccione migratore, di cui appena qualche giorno fa celebravamo il centenario dall’estinzione ma…

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