Degenerati (Focus Storia)


A fine ‘800 un puntiglioso scienziato tedesco classificò i comportamenti sessuali. Stabilendo quali erano normali e quali patologici

 

 

P

rofessori universitari che, di nascosto, indossavano corsetti da donna; signore aristocratiche che amavano esibire le proprie nudità agli sconosciuti; tranquilli padri di famiglia che si facevano calpestare da graziosi piedi femminili; coppie che si divertivano a frustarsi a vicenda; uomini che si aggiravano negli obitori cercando cadaveri incustoditi… Appartenevano a questo bizzarro campionario le persone che osservò e descrisse, in decenni di onorata carriera, il barone Richard von Krafft-Ebing (1840-1902), tra i più eminenti psichiatri e criminologi di fine ‘800. Il risultato fu un’opera monumentale (quasi 600 pagine e circa 500 casi clinici) destinata a condizionare per sempre la percezione del sesso.

Degenerati. Era il 1895 quando vide la luce l’edizione definitiva della Psichopathia sexualis. Gli intenti del barone, va detto subito, erano nobili quanto lui. Nel pieno dell’era del positivismo scientifico (il movimento ottocentesco che riponeva una cieca fiducia nella scienza e nel progresso), Krafft-Ebing era convinto che fosse giunto il momento che delle perversioni sessuali si occupasse la scienza, e non più la religione.

 

 


 

Questa voce è stata pubblicata in Attualità e Cultura. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...