Piove, Bilderberg ladro

Piove, Bilderberg ladro

 

Si sente spesso parlare del club Bildelberg, un ristretto e segretissimo gruppo di potenti che avrebbero nelle loro mani il destino del mondo. A me fa pensare a spauracchi complottistici che di volta in volta vengono alla ribalta dei media e, perché no, della rete: si chiamino Illuminati, Grandi Vecchi, Sette Savi di Sion e compagnia cantante.

Siccome alla pronuncia di questo nome c’è chi allarga tanto d’occhi, ero desideroso anch’io di avere contezza dell’argomento e mi sono finalmente imbattuto in una intervista all’autore di un libro che parla di questo club: un sedicente ex membro del controspionaggio russo, un certo Estulin, pubblicata sul sito di arcoiris.tv.

Il libro non l’ho letto ma l’impressione che ne ho ricavato è che questa del Bildelberg sia l’ennesima variazione sul tema del complottismo e che questo signore voglia cavalcare abilmente quest’onda.

Il signor Estulin esordisce mettendoci in guardia dalla semplificazione infantile dicendoci che non si deve dar credito alla banale idea di una setta che decide tutto dietro le quinte, ma che si tratta di un processo storico lungo che fa risalire al ‘400 se non addirittura a Dante che mira a distruggere lo Stato nazionale e a sostituirlo con un nuovo ordine mondiale che lui paragona a un nuovo feudalesimo. Feudalesimo sì, ma in salsa finanziaria e capitalistica. Allora stiamo apposto – penso io – dal momento che il progetto di sostituire lo Stato-nazione risalente così addietro nel tempo non si è ancora verificato, possiamo dormire sogni tranquilli.

Ci dice poi l’intervistato che l’aumento del prezzo del petrolio passato dai 60-70 dollari fino a toccare rapidamente i 120-130 dollari nel 2008 sia stato provocato per danneggiare la Cina, avida di energia per crescere. Mi sembra che questa freccia non abbia colpito il bersaglio perché la crescita della Cina è continuata a ritmo quasi costante decelerando un po’ solo con il verificarsi della recessione generale del 2008. Ma l’autore poi ci spiega che il successivo crollo del prezzo del petrolio fino a raggiungere i 30 dollari sia stato architettato per danneggiare la russia che notoriamente è esportatrice di petrolio e gas naturale. Orbene, questi strateghi giocherelloni a me paiono piuttosto folli. Se il nemico da tenere a bada fosse stata veramente la Cina, perché dopo averla danneggiata con l’aumento del prezzo del petrolio improvvisamente la si favorisce con un crollo repentino dello stesso giustificandolo col voler danneggiare la Russia? Che cosa ha provocato questo inaspettato cambiamento di strategia? C’è stato qualche evento straordinario che l’abbia favorito? Cambi anche rapidi di alleanze nella storia ce ne sono stati, ma occorrono pur sempre degli eventi capaci di provocarli: guerre, trattative, accordi ecc.. Di solito le tendenze sono di lungo periodo. La guerra fredda ad esempio è durata  oltre un quarantennio.

Estulin poi ci rivela come gli fosse pervenuta una informazione di prima mano che il Canada si sarebbe scisso perdendo la provincia francofona del Québec e la restante parte si sarebbe fusa con gli Stati Uniti. La ragione di questa scissione sarebbe avvenuta per soccorrere la disastrata economia statunitense ai tempi della presidenza Reagan. Ognuno sa che laddove ci siano minoranze nazionali, le tensioni e le tendenze separatiste sono spesso all’ordine del giorno; lo abbiamo visto nei Balcani, nell’ex Cecoslovacchia, in Belgio con esiti vari e naturalmente anche in Canada, ma nessuna scissione è avvenuta in quel paese.

Insomma, mi verrebbe da dire: piove, Bilderberg ladro. C’è siccità, colpa del Bilderberg. La speculazione finanziaria, le tensioni fra i diversi Stati, le guerre intestine spalleggiate da questa o quell’altra potenza sono fenomeni noti e non c’è nessun bisogno per questo di evocare cricche segrete o personaggi che lavorano nell’ombra. Basta leggere i giornali (che l’intervistato accusa di non informare) o qualche buona rivista di geopolitica per renderci conto delle tensioni e dei potenziali rischi di conflitti. Naturalmente le varie potenze mettono in atto ogni sorta di organismi spionistici e non per difendere i loro interessi e conseguire i loro obiettivi strategici ma talora falliscono. Nonostante la Cia gli Usa si sono trovati Fidel Castro a Cuba nel loro cortile di casa e hanno perso in Vietnam. Nonostante gli angloamericani abbiano rovesciato Mosadeg in Iran, non hanno potuto evitare la caduta dello Scià da parte di Khomeini con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

I pourparler, gli Aspen Institut, le trilaterali, i G8, G20 ci sono sempre stati. Sono strumenti per negoziare, addivenire ad accordi transitori, tastare il terreno ma niente di più.

C’è poi la solita messa in guardia dalla stampa che a dire di Estulin non informa o darebbe informazioni tendenziose. Credo sia inutile rispondere che oggi, con la rete, con le persone che possono diventare testimoni diretti di qualsiasi evento, con i social-media, con le organizzazioni che si battono per i diritti umani e  che diffondono appelli nel Web, il tentativo di bloccare le informazioni sarebbe sventato sul nascere.

C’è invece una considerazione di Estulin che mi convince di più ed è la sua affermazione che la decadenza della cultura favorisce la manipolazione delle coscienze: verissimo; e che l’aver abbandonato la cultura classica a favore di altre arti di minor valore come la musica Rap, ne siano una diretta testimonianza. Per me che provengo da una formazione umanistica e sono amante della musica colta è un invito a nozze anche se non è provato che chi ama il Rap, non possa essere impegnato politicamente. Anzi, di rapper che fanno denuncia sociale ne ho sentiti parecchi.

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