Basta con i falsi moralismi. Le prostitute paghino le tasse

Da Il Fatto Quotidiano di martedì 18 giugno 2013

LA PROPOSTA

Basta con i falsi moralismi. Le prostitute paghino le tasse

di Bruno Tinti

   A Firenze hanno lavorato sodo. Due anni di indagini, intercettazioni, filmati e alla fine l’irruzione. Richieste di cattura per 14 persone (ma il Gip non le ha accolte), un numero ancora più elevato di imputati. Un processone. I reati: favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Un giro di escort che incontravano clienti facoltosi, ovviamente sputtanati dalle indagini, in alberghi di lusso. Addirittura gli esercenti offrivano pacchetti completi: cena, camera e colazione. Anche loro incriminati. Tutto regolare, si capisce; la legge è legge e noi, dal 1958, ci portiamo dietro la Merlin, geniale prodotto della omonima defunta senatrice che così ragionava (?): la prostituzione è legale ma chi induce taluno a praticarla, la favorisce e la sfrutta deve essere punito; e anche con pene pesanti, da 2 a 6 anni. Beh, pesanti, si fa per dire: con la nuova legge del governo di larghe intese, fino a 6 anni niente prigione, si sta a casa propria. Qualche dubbio.

   PER ESEMPIO : se una persona adulta (dunque maggiore dei 18 anni) e capace di intendere e di volere decide di guadagnare soldi prostituendosi, saranno affari suoi? E se decide di farlo in comode stanze d’albergo, il cui costo sarà addebitato al cliente, perché dovremmo prendercela con l’albergatore? Se affittasse la stessa camera a una coppia clandestina, tutto bene; ma se uno della coppia si fa pagare, allora è favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e deve andare in prigione? E se la prostituta per quella volta si vuole concedere un intermezzo con l’amore della sua vita (vi ricordate Irma la douce)? E poi: supponiamo che un certo numero di belle ragazze, stufe di fare le disoccupate o le badanti, si metta d’accordo per prostituirsi. Mettono insieme i soldi e affittano una bella villa e lì ognuna riceve i suoi clienti. Tutto regolare, nessuno sfrutta (ognuna si tiene i suoi soldi). Però bisogna rispondere al telefono, pagare l’affitto, la luce, il gas, la tassa sui rifiuti; e poi bisogna fare la spesa, comprare il whisky, portare fuori il cane… Chi le fa tutte queste cose? Assumiamo una o due cameriere e, quando vanno in ferie, una di noi se ne occuperà a turno. Ah no, questo è favoreggiamento della prostituzione. E si potrebbe continuare con questi esempi all’infinito.

   Intanto le strade sono piene di poverette, esposte a ogni violenza, mezze nude anche quando fa freddo e nevica, che si vanno ad accoppiare come bestie in mezzo ai cespugli. Questo va benissimo. Ogni tanto si becca una banda di albanesi che le picchia a morte per costringerle a questa vita e ci si mette in pace la coscienza: anche se sappiamo benissimo che non è cambiato e non cambierà niente.

   Va bene, che si può fare in un Paese dominato dall’ideologia (e dall’ipocrisia) cattolica? Niente. Però potremmo proporre un’ideologia diversa. La religione sarà anche consolatoria; ma vuoi mettere quanto ti consolano un mucchio di soldi? In Germania, dove la prostituzione è legale, il giro d’affari è di 14 miliardi all’anno. In Svizzera, dove pure è legale, di 6 (è un Paese più piccolino). Al netto dell’evasione fiscale (c’è anche lì) se ne ricavano 5 e 2 miliardi di euro ogni anno. Perché, lì, le prostitute pagano le tasse.

   NOI ABBIAMO i soldi che ci escono dalle orecchie? Il giro d’affari italiano in questo settore e di circa 10 miliardi; con le nostre aliquote ci porteremmo a casa 5 miliardi. Ma per carità, attività contraria al buon costume, lo Stato non può accettare i soldi provenienti da un’attività immorale. Meglio tassare con l’Imu le prime case e prendercene 4. Per il resto provvederà il Signore: noi ce lo meritiamo, siamo cittadini molto morali. Ma come, facciamo fare alle prostitute la ricevuta fiscale? Certo, perché no? Con le stesse risorse messe in campo a Firenze per 2 anni per mandare in prigione un po’ di gente che non ha minacciato o violentato nessuno (non risulta, se fosse avvenuto sarebbe diverso ), sai quante tasse sarebbe stato possibile riscuotere da quelle escort di lusso e dagli albergatori che le hanno ospitate. E poi: perché non metterci al passo con i Paesi più progrediti? In Ticino, a due passi da noi, la Svizzera tassa i proventi della prostituzione; e, per “convincere” le ragazze a pagare, ha ideato un sistema semplicissimo. Sono quasi tutte straniere, munite di regolare permesso di soggiorno: dunque non clandestine, ospiti ignote della Confederazione; si sa chi sono, quante sono e dove sono. Esercitino pure la prostituzione; e paghino le relative imposte; se non lo fanno, il permesso di soggiorno è revocato e vengono espulse. Perché rinunciare a un lavoro proficuo e a una vita agiata? Pagano, certo che pagano.

   I benpensanti stiano tranquilli: tutto questo non ha nulla a che fare con tratta di persone, riduzione in schiavitù, violenze e stupri; questi sono e restano reati gravissimi, da ergastolo. Ma se la prostituzione è frutto di una libera scelta, quale motivo può esserci per impedirla? Ma certo, che stupido che sono: secondo me è immorale; dunque tu non devi praticarla.


Ansa

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