Licenziata in Spagna, ma poi protagonista con l’équipe di scienziati dell’Università dell’Oregon della scoperta che potrebbe segnare una svolta nella clonazione umana

Da Il Fatto Quotidiano di venerdì 17 maggio 2013

 

NURIA GUTIÉRREZ È EMIGRATA NEGLI USA DUE ANNI FA

di Alessandro Oppes

   Madrid

   Licenziata in Spagna, ma poi protagonista con l’équipe di scienziati dell’Università dell’Oregon della scoperta che potrebbe segnare una svolta nella clonazione umana. La storia di Nuria Martí Gutiérrez, giovane ricercatrice emigrata negli Usa neppure due anni fa, è un nuovo simbolo – forse uno dei più clamorosi – dello sfacelo di un paese che a furia di tagli selvaggi mette un’ipoteca tombale sul futuro. Ancora una rappresentante di una generación perdida, quella dei cervelli costretti alla fuga, che si somma al caso clamoroso – reso noto dalla stampa appena due giorni fa – di Diego Martínez Santos: proprio mentre otteneva il riconoscimento come “miglior giovane fisico europeo”, il governo spagnolo gli negava una borsa di studio. Nuria, 33 anni, laurea in biologia, master in riproduzione assistita, si era convinta di poter puntare a una brillante carriera in patria quando, a Valencia, venne ammessa al Centro de Investigación Principe Felipe, per un dottorato con il prestigioso professore Miodrag Stojkovic centrato sulle cellule somatiche e la generazione di animali transgenici. Una pia illusione, perché questo centro, realizzato con enormi investimenti e inaugurato nel 2004, si è rivelato molto presto come un’inesauribile fonte di sprechi, un’altra pagina della dissennata gestione politica che ha portato la Comunità Valenciana sull’orlo del fallimento.

   Tra le monumentali spese per i progetti faraonici dell’architetto Santiago Calatrava, l’organizzazione dell’America’s Cup di vela e il Gran Premio di Formula1, e la visita di papa Benedetto XVI sulla quale indaga ancora la magistratura, quando si è trattato di ridurre i costi per evitare il default, il governo regionale non ci ha pensato due volte e ha penalizzato la ricerca scientifica: il nome di Nuria Martí era tra quelli dei 114 dipendenti del “Principe Felipe” messi alla porta nel novembre 2011. Per sua fortuna, aveva spedito una gran quantità di curriculum in giro per il mondo. L’Università dell’Oregon fu la prima a risponderle. “Mi avevano appena comunicato il licenziamento, e il giorno dopo mi scrisse quello che è il mio attuale capo offrendomi il posto”, ha detto alla Cadena Ser. Poche settimane più tardi emigrò a Portland. “È uno dei posti migliori per lavorare”, assicura, ma non manda giù il fatto di essere stata costretta ad abbandonare la Spagna. “Mi fa molta rabbia. Tornare? Mi piacerebbe. Ma visto come stanno le cose nel mio paese, al momento mi sembra impossibile”.


Nuria Martí Gutiérrez, 33 anni

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Una risposta a Licenziata in Spagna, ma poi protagonista con l’équipe di scienziati dell’Università dell’Oregon della scoperta che potrebbe segnare una svolta nella clonazione umana

  1. pronihilo ha detto:

    Qui si parla della Spagna. Ma sostituite l’esperienza della persona qui riportata con un’altra analoga dell’Italia e avrete un quadro pressoché identico

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