Casa dello studente in omaggio alla curia

Da Il Fatto Quotidiano di domenica 3 febbraio 2013

Sisma de L’aquila

Casa dello studente in omaggio alla curia

La San Carlo Borromeo edificata dopo il terremoto su terreni ex agricoli della diocesi abruzzese è gestita dalla chiesa, che ne diverrà proprietaria

di Ludovica Aristotile e Erina Mucciante

L’Aquila

Elargizione o favoritismo? È questa la domanda che ruota intorno alla nuova casa dello studente San Carlo Borromeo de L’Aquila, donata dalla Regione Lombardia al capoluogo abruzzese in seguito al sisma del 6 aprile 2009 e che da allora è gestita dalla curia senza che il passaggio abbia richiesto gare d’appalto.

La struttura è costata 7,5 milioni di euro di fondi FAS (fondi aree sottoutilizzate) della Regione Lombardia dei quali circa 497 mila euro sono stati offerti dall’Associazione Volontari Italiani del Sangue. I lavori sono iniziati nel giugno 2009 e terminati nel novembre dello stesso anno in vista dell’apertura dell’anno accademico 2009-2010.

IL TERRENO su cui è stata edificata la struttura è di proprietà dell’Arcidiocesi de L’Aquila: era un terreno agricolo perciò il comune de L’Aquila votò una mozione per renderlo edificabile. Infatti la mattina del 16 Giugno 2009 la Regione Lombardia, la Regione Abruzzo, la Provincia de L’Aquila, il Comune de L’Aquila, il Dipartimento della Protezione civile e l’Arcidiocesi Metropolita de L’Aquila firmano un Accordo di Programma in cui sottoscrivono che la gestione della residenza universitaria spetta alla Regione Abruzzo che l’amministrerà attraverso le sue articolazioni, l’ADSU (Azienda Regionale del Diritto allo Studio), essendo la San Carlo Borromeo un edificio pubblico. Poi, però, nel pomeriggio viene siglata una scrittura privata tra il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi e l’arcivescovo metropolita de L’Aquila, Giuseppe Molinari che prevede il passaggio della gestione della San Carlo Borromeo dall’ADSU alla curia senza alcuna gara d’appalto.

IL SINDACO de L’Aquila, Massimo Cialente, rivela che fu il presidente Roberto Formigoni a chiedergli di affidare la gestione all’Arcidiocesi aquilana. La conferma arriva anche dal presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi che riferisce: “La donazione fu concordata tra Regione Lombardia e Comune de L’Aquila e dovettero per forza coinvolgere la Regione Abruzzo. La sera prima del consiglio comunale che doveva approvare la convenzione, mi chiamò il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente e mi disse che una parte della sua maggioranza gli avrebbe creato problemi. Così mi chiese di fare due protocolli e non uno solo com’era stato inizialmente previsto. Io lo accontentai, considerata la penuria di alloggi all’epoca. Per quello che ricordo la curia deve seguire le procedure pubbliche nell’assegnazione delle residenze universitarie”.

Infatti l’accordo aggiuntivo recita: “L’Arcidiocesi de L’Aquila si impegna a gestire detta residenza universitaria in conformità e nel rispetto delle norme, delle regole e delle tariffe vigenti, facendole proprie, così come stabilite dall’Azienda Regionale del Diritto allo Studio”. Ma per l’anno 2009-010 la curia non fornisce un regolare bando pubblico per l’assegnazione dei 122 posti letto. Il direttore della S. Carlo Borromeo, don Luigi Maria Epicoco, attribuisce la mancata pubblicazione del bando all’azienda per il diritto allo studio, ma Francesco D’Ascanio, presidente ADSU smentisce: “Non abbiamo pubblicato il bando per la San Carlo Borromeo perché non ne abbiamo nessuna titolarità in quanto la gestione della San Carlo Borromeo è stata poi affidata alla curia”.

Attualmente l’ADSU gestisce a L’Aquila una sola casa dello studente, ovvero la Caserma Campomizzi che in seguito al crollo della casa dello studente in via XX Settembre nel sisma del 6 Aprile 2009 è stata adibita a residenza universitaria e offre circa 400 posti letto. Per l’anno 2009-2010 la curia ha invece personalmente selezionato i ragazzi da inserire nella San Carlo Borromeo tramite le segnalazioni AVIS o le domande che arrivavano direttamente all’Arcidiocesi aquilana come riferito dal direttore della San Carlo Borromeo.

QUANDO LA VICENDA fu nota, si registrò la dura reazione dell’Udu, il sindacato studentesco che fece ricorso al Tar in quanto molti ragazzi ne restarono esclusi. Dopo numerose battaglie, però, come afferma Marco Taraborrelli dell’Udu, dovettero abbandonare il ricorso, per cui non ci fu mai una sentenza né a favore dell’Arcidiocesi né dell’Udu. Come se non bastasse, il 17 maggio 2010 la San Carlo Borromeo viene inserita nell’ACRU, Associazione di Collegi e Residenze Universitarie di ispirazione cristiana, che si impegna a trasmettere un’educazione cattolica agli studenti che ne fanno parte. Sorge quindi spontanea una domanda: Roberto Formigoni ha voluto realmente aiutare la città de L’Aquila o fare un favore alla Chiesa? Quel che è certo è che la curia ha già fatto un affare: si ritroverà fra 30 anni la proprietà della San Carlo Borromeo, un immobile del valore di 7,5 milioni di euro sorto su un terreno che non era edificabile e che adesso lo è diventato.

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