Libera: “Confiscate i beni dei corrotti”

da Il Fatto Quotidiano di mercoledì 8 dicembre 2010

Libera: “Confiscate i beni dei corrotti”

 

L’appello dell’associazione di Don Ciotti per chiedere a napolitano di intervenire

 

di Giampiero Calapà

 

     “La corruzione costa a ognuno di noi mille euro. Ma niente è stato ancora fatto, mentre del falso in bilancio e dell’abuso d’ufficio il governo si è occupato eccome. Tutti i giorni viene commesso un furto e non possiamo restare spettatori”: don Luigi Ciotti chiede la confisca dei beni ottenuti con la corruzione. Per questo l’associazione anti-mafia Libera, insieme ad Avviso pubblico, lanciano una campagna “per seppellire la corruzione con una valanga di cartoline”: ne servono un milione e mezzo, da firmare e consegnare al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Motivo? “Chiedergli di intervenire – spiega don Ciotti – affinché governo e   Parlamento adeguino il nostro codice alle leggi internazionali anti–corruzione, a partire dalla Convenzione di Strasburgo del 1999. E perché venga finalmente data piena attuazione alla norma, già introdotta dalla Finanziaria del 2007, che prevede la confisca e il riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti dai corrotti al bene comune”. Da oggi in trecento piazze italiane (l’elenco completo su www.libera.it  ), fino a domenica 12 dicembre, sarà possibile firmare la cartolina-appello, che si può trovare anche nei quattrocento punti vendita di Altro-mercato e Botteghe del mondo.

   “NEL 1996 Libera – ha ricordato don Luigi Ciotti – raccolse un milione di firme per migliorare la legge   Rognoni-La Torre e chiedere l’utilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia: era una battaglia partita dal basso e chiediamo di fare lo stesso”.

   La Corte dei conti stima in 60 miliardi il costo della corruzione sulla collettività e “non si può e non si deve tacere. Questo milione e mezzo di firme è una presa in carico di una vicenda che ci sta impoverendo. A ogni cittadino italiano vengono rubati mille euro”. E se la stima del Viminale è di 18 miliardi di beni recuperati in due anni, “vuol dire che il malaffare vince uno a cinque”. Libera ha dedicato la raccolta firme alle vittime del terremoto dell’Aquila e in particolare ai ragazzi della Casa dello Studente, “dove la corruzione ha toccato il suo massimo livello”. Sostiene l’iniziativa anche il   magistrato Piercamillo Davigo: “L’Italia purtroppo è percepita come un Paese corrotto e ciò influisce sulla sua immagine e sugli investimenti dall’estero. La legislazione italiana tende a discostarsi da quella degli altri Stati europei sia sotto il profilo relativo alla previsione di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, sia di effettività del contrasto alla corruzione, attraverso norme premiali e tecniche di indagine adeguate.

   LE CONVENZIONI internazionali sottoscritte dall’Italia – continua Davigo – tracciano un percorso che può aiutare a risolvere questi problemi: è perciò urgente ratificare la convenzione penale sulla corruzione del Consiglio d’Europa”.  

 

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