Il testamento biologico funziona

da Il Fatto Quotidiano di martedì  7 dicembre 2010

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Il testamento biologico funziona

 

   Ministri e sottosegretari, insieme al Sindaco Alemanno, hanno lanciato in grande stile l’ennesima crociata contro le libertà personali e in particolare contro i Registri dei Testamenti Biologici, i documenti con cui si dettano le volontà individuali nel caso di coma irreversibile. Gli esponenti del governo nazionale sottolineano l’illegittimità dei provvedimenti adottati nella nostra città da due Municipi (il X e l’XI), mentre il Primo cittadino di Roma si spinge persino oltre, bollando le iniziative come sbagliate sul piano culturale e politico. Negli ultimi anni   numerose città hanno scelto di agire in supplenza di una legge nazionale che non c’è. Nella nostra esperienza, al Municipio Roma XI, il Registro è divenuto operativo poco più di un anno fa, nell’autunno 2009. Il modello messo a disposizione non viola in alcun modo le norme su tutela della salute e della privacy, limitandosi a registrare negli uffici anagrafici le volontà della persona in caso di malattia irreversibile e non curabile. Si prevede l’indicazione del tutor, cioè della persona delegata che accetta di rappresentare le volontà, nonché di specificare se si vuole o meno essere sottoposti a trattamenti quali l’idratazione e l’alimentazione forzate, se si vuole o meno l’assistenza religiosa, i funerali, la cremazione, se si vuole o meno procedere donare gli organi. Due sono i dati di fatto da cui non si può prescindere per una discussione seria sull’argomento. Il primo consiste nell’incapacità del Parlamento di licenziare una legge sulle disposizioni di fine vita che non sia l’annullamento sotto ogni   profilo delle volontà individuali dei soggetti. Il secondo, altrettanto inconfutabile, riguarda il diffuso orientamento a favore dei Registri dei Testamenti Biologici della popolazione italiana, con innumerevoli sondaggi in cui si toccano addirittura punte del 90%, con consultazioni fatte persino nelle parrocchie che hanno dato risultati inaspettati ma incontrovertibili: fece scalpore, lo scorso anno, quel 99% dei fedeli di Don Cosimo Scordato che a Palermo si espressero per i Testamenti Biologici, praticamente all’unanimità.   Ma tant’è, quando il pregiudizio ideologico acceca al limite del fondamentalismo non si vuol vedere neanche l’evidenza. Perché l’ultima realtà incontestabile, mescolando i due fatti concreti richiamati sopra, è che i Registri locali sono stati l’unica risposta reale ad una grande esigenza insoddisfatta degli italiani. Tali pratiche parlano di libertà individuale e di autodeterminazione e sono state le uniche a farlo. Per questo andiamo avanti malgrado le minacce che arrivano da un centro destra incapace anche solo di pensare all’interesse della cittadinanza.

 

   Andrea Catarci

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Una risposta a Il testamento biologico funziona

  1. pronihilo ha detto:

    Bravo! Non mollate! sostituirei solo la coppia “pregiudizio ideologico” con “fondamentalismo clericale”. Perché di questo si tratta.

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