Cultura, cenerentola per gli ultimi 5 governi italiani

da Il Fatto Quotidiano di giovedì 2 dicembre 2010

il convegno alla Luiss

 

Cultura, cenerentola per gli ultimi cinque governi italiani

 

di Giancarlo Riccio

 

     D’accordo, bambini e adolescenti studiano. Anche se, in Italia, con difficoltà crescenti e secondo standard sempre meno “europei”. Ma gli adulti? La risposta arriva dall’ultima ricerca (e da un convegno di studi ospitato ieri dall’Università Luiss a Roma) dall’associazione “TreeLLLe”. Secondo una previsione dei livelli di qualificazione delle forze di lavoro al 2020, i livelli bassi sono il 37 per cento in Italia contro il 19 per cento nei Paesi Ue. Quelli medi il 45 per cento in Italia (48 per cento Ue), i livelli alti il 17 in Italia contro il 32 per cento nella Ue. L’Italia, è (e sarà) il fanalino di coda insieme con il Portogallo. Colpa (si fa per dire) solo delle generazioni più adulte? Macché. Gli ultimi dati disponibili, di tre anni fa, indicano che nella popolazione compresa tra i 25 e i 34 anni, chi si è fermato al titolo secondario inferiore è il 31 per cento in Italia, il 24 nel Regno Unito, il 17 in Francia e il 15 in Germania. Insomma, un colpevole disastro di cui sono responsabili gli ultimi cinque governi nazionali (anche di centrosinistra, dunque) e una diffusa convinzione che sottovaluta lo sviluppo culturale generale. Che fare? Il presidente di “TreeLLLe” Attilio Oliva propone che lo Stato e le Regioni finanzino due piani straordinari: uno dedicato ai giovani (20-34 anni) a bassa scolarità e scarsa qualificazione per portarli ad acquisire un adeguato livello di competenze di base; il secondo dedicato ai cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia “per l’acquisizione della lingua italiana e per un elementare conoscenza del nostro sistema istituzionale e sociale”. Uno scenario che si raccorda ai rovinosi tagli alla cultura del governo Berlusconi. E pensare che proprio dalla “TreeLLLe” richiamano, ad esempio, l’esperienza dell’Università popolare di Roma e, sempre nella Capitale, il successo di gradimento (dei cittadini chiamati a giudicare i servizi pubblici del Comune) per i primi due in classifica: Il Palaexpo (gradimento dell’84.6 per cento) e dell’Auditorium (82.8). Ovvero – e come pensare il contrario? – i servizi culturali sono vitali per una grande città.

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