Oltre Pomigliano. Una Fiat senza Fiom

da Il Fatto Quotidiano di sabato 13 novembre 2010

Oltre Pomigliano

Una Fiat senza Fiom

di Salvatore Cannavò

 

Stabilimenti Fiat senza la Fiom, a cominciare da Pomigliano. Magari senza arrivare a negare l’iscrizione al sindacato, ma impedendo l’elezione di delegati della Cgil. E’ questo, secondo le indiscrezioni pubblicate ieri da la Repubblica, il progetto a cui starebbero lavorando i consulenti del Lingotto nella costituenda newco, la nuova azienda che dovrebbe rilevare lo stabilimento di Pomigliano e riassumere a uno a uno tutti i suoi dipendenti. La newco applicherebbe il contratto del 2009, non sottoscritto dalla Fiom, che quindi aggirerebbe l’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori secondo cui le rappresentanze aziendali possono essere costituite “nell’ambito delle associazioni firmatarie di contratti collettivi di lavoro”. Nel caso il sindacato dovesse invocare l’accordo di luglio ’93 (sottoscritto da Confindustria, governo e da Cgil, Cisl e Uil, che istituisce le Rsu), la newco per Pomigliano non si iscriverà a Confindustria e quindi non sarà tenuta a rispettarlo. L’obiettivo dell’amministratore delegato Sergio Marchionne è limitare l’azione sindacale della Fiom perché è ai delegati che spetta l’attività in fabbrica e l’utilizzo dei permessi.

Fiat, per ora, non conferma e non smentisce questi progetti. Solo se le diverse trattative in corso non daranno i risultati sperati la Fiat potrebbe passare all’arma finale, il contratto della newco “punitivo” per la Fiom. Maurizio Landini, segretario generale dei metalmeccanici Fiom, avverte: “Se questi progetti sono veri siamo di fronte ad un attacco senza precedenti al sistema democratico, di relazioni sindacali e costituzionale del nostro Paese”. I leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, sembrano però pronti a fare da sponda al Lingotto. Polemica con Marchionne è invece Susanna Camusso, segretario della Cgil in questa fase in rapporti tesi con la Fiom, che oppone un “no netto e determinato”. Ma a giudicare da come si sta mettendo la situazione per lo stabilimento di Mirafiori, per il quale si sta predisponendo un accordo sul modello Pomigliano, la Fiat intende proseguire sulla sua strada. Intanto a Melfi i tre operai licenziati, reintegrati e non riammessi al posto di lavoro, hanno deciso di entrare in fabbrica per svolgervi attività sindacale. Il tribunale si riunirà il 18 gennaio per deliberare sul ricorso contro il loro reintegro presentato dalla Fiat.

 

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