Il papa e Zapatero: disfida a Barcellona

da Il Fatto Quotidiano di sabato 6 novembre 2010

Viaggio con polemiche

Il papa e Zapatero: disfida a Barcellona

di Alessandro Oppes

Madrid

A Giovanni Paolo II non era mai successo. Ma neppure allo stesso Benedetto XVI quando, appena eletto pontefice, nel 2006 andò a Valencia per l’incontro mondiale delle famiglie. Per la prima volta, un papa arriva in Spagna preceduto da un’ondata di polemiche. LA DUE GIORNI di Joseph Ratzinger – prima tappa oggi a Santiago de Compostela per la chiusura dell’anno giubilare, seconda domani a Barcellona per la consacrazione della Sagrada Familia – si annuncia come un percorso a ostacoli probabilmente senza precedenti per un paese un tempo considerato   “cattolicissimo”.

Le critiche sono a tutto campo: dalla denuncia degli sprechi delle amministrazioni pubbliche (sia della Galizia che della Catalogna) per l’organizzazione della visita, alle lamentele delle vittime di abusi sessuali subiti da parte di componenti del clero per il fatto che il papa non ha accettato di riceverli; dallo sdegno di gay e lesbiche per l’atteggiamento delle autorità ecclesiastiche nei loro confronti all’annuncio di una manifestazione contro il pontefice “della gioventù nazista”, in riferimento all’imbarazzante biografia di Ratzinger in epoca hitleriana.

L’offensiva anti-papale è cominciata giovedì a Barcellona con una colorita protesta di almeno tremila persone (cinquemila secondo gli organizzatori) che   hanno affollato la piazza di Sant Jaume – dove hanno sede il governo regionale e l’amministrazione comunale – promossa dal movimento Jo no t’espero (io non ti aspetto), formato da 60 gruppi che stanno lavorando dal luglio scorso per accogliere a loro modo il pontefice: duemila bandierine, quattromila distintivi, 20mila adesivi. I GADGET del dissenso vanno a ruba e la piazza si scalda, mobilitata anche dal movimento Ateus de Catalunya. Tra gli interventi più applauditi nel corso dell’iniziativa preparatoria di due giorni fa, quello dell’ex ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede, Gonzalo Puente Ojea, che ha definito la fede cattolica come “catechismo ripugnante e indegno di   un essere umano civilizzato”. Numerosi anche gli striscioni dissacranti: “Vaticano, Guantanamo mentale”, “Bambini venite, dai preti fuggite”. Toni diversi, ma aspre critiche anche da parte dei cattolici di base che si sono riuniti ieri nella Basilica di Santa Maria del Pi, sempre a Barcellona, per “riflettere sul modello di Chiesa”.

Ma le proteste più clamorose si svolgeranno proprio nelle ore in cui il papa sarà presente nella capitale catalana: un “bacio di massa” di 500 coppie gay davanti alla sede dell’arcivescovado e un incontro di donne che si proclamano “peccatrici” e che faranno sentire il loro dissenso nei confronti della Chiesa.

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