Gli avvelenatori del clima politico che si spacciano per innocenti

Eccoli qua i soliti fanfaroni. Basta la scusa di una deprecabile aggressione di uno squilibrato che ci buttano addosso le accuse di ogni male. Come se non fossero stati loro ad attaccare pesantemente – e non da ora – i mezzi di comunicazione non allineati, la magistratura e i giornalisti dalla schiena dritta, dare dei coglioni a chi non la pensa come loro e usare un linguaggio da taverna perfino in ambito internazionale. È inutile che blaterano. L’aureola dei santi non ce l’hanno.
Da Il Fatto Quotidiano di martedì 15 dicembre

Io confesso



 

di Marco Travaglio




 

  
Ebbene sì, han ragione Cicchitto,
Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando. Inutile negare l’evidenza,
non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro
siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le
procure rosse. Come dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un
clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le
turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono
ingannare: erano dieci anni che il nostro uomo, da noi selezionato con
la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per
preparare il colpo. E la poderosa scorta del premier che si è
prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come
già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di
attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo
stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei
processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative
sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la
strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale. Ecco perché
non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e
Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre
Battista, chiedendo scusa alle signore). Ci siamo pure travestiti da
leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata.
Ricordate Berlusconi



 

che dà dei “coglioni” alla metà
degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente
diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei “golpisti” agli
ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra
civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei
“criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini
di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il cazzo” e
invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in
ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone. Poi, già che ero
allenato, mi sono ridotto a Brunetta per dire che questa “sinistra di
merda” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300
uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i
kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola
“fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde
padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano
300 lire”? Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento
salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione.



 

Ricordate Ignazio La Russa che
diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso? Era Scalfari
opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su
Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli
“mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era
Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice
Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini
turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di
Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi
del Giornale di Feltri e Sallusti per accusare falsamente Dino Boffo di
essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di
essere un traditore al soldo dei comunisti? Quel diavolo di Peter
Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati
Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice
dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha
spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale?
Noi, sempre noi. Ora però ci hanno beccati e non ci resta che
confessare. Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai
più che Berlusconi è un corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica
Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così.




Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Notizie e Politica. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...