Gli arbitri della libertà di stampa declassano l’Italia

Il parlamento UE se ne lava le mani, ma le principali ONG, che vigilano in merito declassano l’Italia. È un complotto?
Da Il Fatto Quotidiano di domenica 25 ottobre

Gli arbitri della libertà di stampa


 

ONG, UOMINI E ISTITUZIONI CHE CONTROLLANO E GIUDICANO GOVERNI E INFORMAZIONE



 

di Andrea Cairola




 

  
È stata una settimana intensa sul
fronte della valutazione della libertà di stampa in Italia e nel mondo.
Rsf ha declassato ulteriormente la Penisola agli ultimi posti in
Europa. Mentre il Parlamento di Strasburgo ha pilatescamente bocciato
sia la risoluzione proposta dal centrosinistra che evidenziava il
problema dell’informazione in Italia, sia quella del centrodestra che
invece asseriva che in termini di libertà di stampa viviamo nel
migliore dei mondipossibili.

  
Ma quali sono le entità
internazionali che fungono da “arbitri” della libertà di stampa in un
paese?E sulla base di quale mandato formale o sostanziale tutelano,
monitorano, soppesano o promuovono la libertà d’informazione?

  
Partiamo da quella forse più nota al grande pubblico: Reporters sans frontiéres (Rsf). È


 

un’ong indipendente e militante,
fondata in Francia dall’attivista Robert Menard che nel 1985 con alcuni
colleghi giornalisti specializzati in esteri cominciò aiutando alcuni
colleghi in pericolo nei rispettivi paesi. Poi s’accorse che non
bastava solo aiutare i giornalisti già in difficoltà ma era meglio
prevenire con azioni pro stampa libera. Rsf ha poi raggiunto grande
notorietà con le campagne contro i paesi “nemici di Internet



 

” e contro le Olimpiadi cinesi.

  
Rsf produce annualmente un indice
sulla libertà di stampa nel mondo, su basi tecniche e trasparenti (i
parametri di valutazione su
 www.rsf.org

). Da notare che l’indice attribuisce grande peso alle minacce fisiche
contro i giornalisti (per esempio dalla criminalità organizzata) e alle
trappole giudiziarie che i reporter attraversano mentre cercano di fare
il loro mestiere con professionalità e responsabilità.

  
Rsfè finanziata principalmente da
individui sostenitori. Cartina di tornasole della credibilità sono la
miriade di veleni e patacche sul suo conto: accusata d’esser di volta
in volta al soldo di questa o quella intelligence o con chissà quali
agende nascoste. È normale: più si fa il lavoro di promuovere la stampa
libera con serietà, più tutti i governi si arrabbiano (anche nelle
democrazie) con chi fa loro le pulci. Di recente Rsf ha criticato
indifferentemente



 

Francia, Usa, Cina, Cuba, Israele, Paesi arabi, e Italia.

  
Dall’altra parte dell’Oceano,
un’altra ong che produce annualmente un rapporto sulla libertà di
stampa è Freedom House, che di recente ha declassato l’Italia a paese "”parzialmente libero"”. FH applica criteri diversi da Rsf perchè meno
influenzati dalle condizioni di lavoro dei giornalisti (incolumità e
rischi giudiziari) e più dall’analisi del pluralismo nel settore dei
media. FH è finanziata per gran parte da denaro pubblico



 

del Congresso Usa. Altra ong
specializzata in monitoraggi comparativi è l’International press
institute con sede a Vienna, mentre la londinese Article 19è nota per
vivisezionare le legislazioni in materia di informazione.

  
Sul piano della giurisprudenza
internazionale il faro è la Corte europea dei diritti dell’uomo
nell’ambito del Consiglio d’Europa (non dell’Ue). La Corte di
Strasburgo è incaricata di far rispettare la Convenzione europea sui
diritti umani del 1950 che nell’articolo 10 sancisce che “Ogni persona
ha diritto alla libertà di espressione”. Ogni cittadino può far ricorso
alla Corte una volta che esauriti tutti i gradi di giudizio nazionali,
e quindi denunciare un governo/Stato per il mancato rispetto di un
diritto umano. Le decisioni sono prese da un collegio di giudici di
vari paesi (unico italiano l’ex magistrato Vladimiro Zagrebelsky) e
hanno potere vincolante.

  
È la Corte di Strasburgo che per
esempio ha in più casi determinato che è molto limitato il diritto alla
privacy di chi riveste una funzione pubblica di alto livello. Decisioni
in linea con la giurisprudenza dell’altro tribunale sovranazionale sui
diritti dell’uomo: la corte interamericana (mentre esistono embrioni di
corti continentali in Africa ed in Asia).

  
A livello Ue invece la libertà d’informazione è riconosciuta da una pletora di risoluzioni e documenti


 

fondativi, a partire dall’articolo
11 della Carta dei diritti fondamentali che sancisce l’essenzialità del
pluralismo dell’informazione. C’è un progetto della Commissione, con la
benedizione del Parlamento europeo, per elaborare degli “Indicatori sul
pluralismo



 

dell’informazione”, che tuttavia nonè ancora operativo. Mentre il Parlamento se interviene lo fa da un punto


 

di vista politico (come dimostrato questa settimana).

  
Sempre in campo intergovernativo,
l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce)
dal 1998 ospita il Rappresentante per la libertà dei media, un
Ombudsman indipendente che interviene, con azioni diplomatiche
riservate o dichiarazioni e reprimende pubbliche, quando valuta che in
un paese Osce ci sia una degradazione della libertà di stampa.
Attualmente il ruolo è ricoperto dallo scrittore ungherese Miklos
Haraszti, che il mese scorso ha chiesto a Berlusconi di ritirare le
querele contro i quotidiani.

  
L’avvocato e attivista guatemalteco
Frank La Rueè il Rapporteur Onu sulla promozione e la protezione del
diritto alla libertà di espressione, sancito nell’articolo 19 della
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Mentre l’Unesco è
l’agenzia specializzata nella tutela del libero flusso delle
informazioni.

  
Infine, ad “arbitrare”

  
sono ovviamente anche i
professionisti che esercitano il diritto-dovere di informare:
giornalisti ed editori. Insomma, un arbitraggio esercitato da una
galassia di attori e un pluralismo nel monitorare il pluralismo
dell’informazione che rende più credibile i giudizi tecnici,
specialmente quando convergenti.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Notizie e Politica. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...