La condanna papale della famiglia allargata è lontana dalla realtà

Questo articolo, pubblicato su Il fatto quotidiano di sabato 26 settembre, offre un quadro di come, la strenua difesa della famiglia patriarcale indivisibile difesa dal Papa, sia lontana dalla realtà, perfino per il clero che vive a contatto con la gente comune.
 
Benedetto XVI contro le famiglie allargate “ROVINANO I FIGLI” di Maurizio Chierici     “Ibambini si sentono abbandonati non perché figli senza genitori,
ma perché di genitori ne hanno troppi “. Il discorso di Benedetto XVI ai vescovi brasiliani mette sotto accusa le famiglie allargate e la profonda incertezza
diffusa nel mondo secolarizzato “da quando le società occidentali hanno legalizzato il divorzio“. Perplessità dei piccoli preti che vivono nei quartieri
difficili. Mescolati a chi si affanna nel lavoro o si dispera perché il lavoro non c’é. Commenti rispettosi, tanti dubbi. Sintetizzando: “Ha parzialmente
ragione. Anche noi religiosi parliamo dei bambini con gli occhi e la tenerezza degli adulti che li guardano. Ma dovremmo tornare bambini per capire…”.
Capire cosa ? Altra voce, questa volta del Sud: “Che la società ha infranto il patriarcato delle famiglie contadine. L’appello di Benedetto XVI è commovente
ma terribilmente lontano dalla realtà. Non si rende conto che le famiglie allargate sono una realtà di massa. L’immagine della Sacra Famiglia, padre, madre,
figlio riuniti nella semplicità delle ore condivise si ricompone due ore al giorno quando i genitori affranti tornano dal lavoro e ritrovano figli che
hanno trascorso la giornata negli spazi allargati della scuola, doposcuola, nonni e Tv. Un bacio, due cucchiai a tavola, subito a letto“. Questa la vita
assieme ? Risposta di un sacerdote della Milano borghese. “L’ allargamento, ormai stabilizzato anche se i matrimoni sono saldi, potrebbe aiutare i bambini
ad una maggiore capacità di relazioni. I genitori dovrebbero avere la capacità di sintetizzare le esperienze che i figli attraversano nelle ore di distanza
per dare indicazioni che li rassicurino. Parliamoci chiaro. Sono i grado i genitori sfiniti dalla fatica di indicare con serenità le esperienze positive
e le esperienze da evitare a figli assonnati ? Bisogna dire che “non avendo sotto gli occhi l’intero discorso di Sua Santità “nessun sacerdote prende una
posizione precisa, soprattutto preferisce restare voce anonima proprio perché perplessa. In una parrocchia della grande Torino un parroco riflette senza
entusiasmo. “Dire che un bambino deve essere preservato dal fallimento dei genitori è una speranza, anche un’illusione. E poi, che genitori sono? Spesso
ragazzi che arrivano impreparati al matrimonio non per educazione sentimentale: vivono in una società che raramente spiega come crescere assieme ai figli;
crescere nell’esperienza per aiutarli ad affrontare la vita. Dire: separarsi sprofonda i bambini nel caos è forse vero, ma questi figli in quale modo possono
prepararsi alla vita nel tumulto di una famiglia separata in casa, tensioni dirompenti. Divisioni nelle quali ricatti incrociati usano i piccoli come proiettili?
Genitori si diventa in pochi secondi; per essere educatori e compagni di viaggio serve una vita“. Perplessità in ogni risposta: Benedetto XVI, ripetono,
forse non si rende conto che strutture ormai radicate nella società sconvolgono (da chissà quanto tempo) l’ordine regolato dai comandamenti .    
Il Papa parlava ai vescovi di un paese – il Brasile – dove ogni anno un milione di cattolici cambiano la speranza affidandola alle sette che hanno preso
il posto dei teologi della liberazione (scoraggiati da Roma ) nei quartieri difficili e nelle favelas. Famiglie che si compongono e si scompongono nell’indifferenza
sociale; comunità al cui centro c’è sempre e solo una donna. Padri che svaniscono. “ E nella famiglia allargata degli orfanotrofi e degli istituti parcheggio
affidati a religiosi con quale certezze crescono i ragazzi?    
Il solo sacerdote ed accettare di rispondere senza nascondere il nome è don Paolo Farinella, teologo genovese con esperienza di studi a Gerusalemme, prete
popolare per aver scelto la missione di vivere fra la gente. “Sarebbe bello se il Papa prendesse un paio di bambini e li tenesse con se. Per un periodo
di tempo. Esperienza preziosa per la Chiesa e per tutti“. Farinella racconta del matrimonio a pezzi di una ragazza del quale è padre spirituale: due bambine,
e il marito se ne è andato nella casa di un’altra ragazza che ha un figlio. Genitori giovani, giovani che non hanno saputo crescere i figli perché anche
loro non sono cresciuti nella società che consuma e ride. Bambini da vestire come bambole o calciatori, “ ma la vita è molto più di un gioco. La Chiesa
deve ricominciare con nuove radici “. Uno scatto in piazza San Pietro (foto Emblema)
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