La chiesa ha condannato Machiavelli ma ne ha assorbito lo spirito

Alcuni cattolici, forse nella loro ingenuità, credono che il motivo delle frequenti reprimende della chiesa su certi temi etici, vada unicamente ricercato nelll’essere essa un modello di coerenza morale. Essi le fanno però torto a non riconoscerle anche una notevole lungimiranza politica. Per questi, il cinismo è tipico solo degli esponenti di governo. A disilluderli, ecco allora la risposta lucida ma disincantata, di Corrado Augias ad una esemplare lettera a La Repubblica di uno di loro.
 
VENERDÌ, 11 SETTEMBRE 2009
 
Pagina 38 – Commenti
 
GLI IMMIGRATI E LA VOCE INASCOLTATA DELLA CHIESA
 
 
CORRADO AUGIAS

 

Gentile Augias, quando si affrontavano temi come fecondazione assistita, coppie di fatto, interruzione delle cure per Eluana, alcuni ritennero che la Chiesa influisse sui politici italiani. Oggi, dopo il ‘respingimento’ dei disperati, dovrebbero ammettere che l’influenza della Chiesa è blanda, relativa. La Chiesa, infatti, ha disapprovato, ma inascoltata. Certo, non ha parlato direttamente ai politici, come fece sulle coppie di fatto con un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede (marzo 2003) nel quale diceva: «Nel caso in cui si proponga per la prima volta all’Assemblea legislativa un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di votare contro il progetto». Non ha parlato così, però ha fatto sentire la sua voce, così come l’ha fatta sentire sui comportamenti non esemplari del Cavaliere, nonché su certe bassezze giornalistiche. Conclusione: i politici agiscono secondo convenienza. Quando si guadagnano consensi conviene schierarsi con la Chiesa. Altrimenti la si può ignorare.

Renato Pierri renatopierri@tiscali. it

Sono ancora più amaro del signor Pierri. Non solo i politici, tutti si schierano secondo convenienza. La segreteria di Stato vaticana (equivalente in termini istituzionali alla presidenza del Consiglio) può chiudere tutti e due gli occhi sui comportamenti licenziosi del capo del Governo in nome dei vantaggi pratici che, sfruttando il suo senso di colpa, gli si potranno strappare. La posta in gioco è chiara: pillola abortiva Ru486, sblocco dei fondi per le scuole private nonostante i tagli alla scuola pubblica, norme sul fine vita eccetera. Berlusconi dice che non ci saranno conseguenze nelle relazioni col Vaticano. Lo pensa anche una vecchia volpe come Cossiga; i rapporti rimarranno ottimi: «Basterà che Berlusconi faccia approvare così com’è la legge sul testamento biologico, tenga fermo il principio dell’8 per mille, confermi l’esenzione dall’Ici, garantisca l’insegnamento religioso nelle scuole». Eccetera. E se qualche vescovo o qualche parroco si commuoverà pensando che il messaggio del vangelo sarebbe diverso, pazienza. Un organismo politico qual è il Vaticano deve badare al sodo. Scontando però il prezzo di un doppio paradosso: pagare gli eventuali fini edificanti con quello che una volta chiamava ‘sterco del diavolo’. Cadere nello stesso peccato a suo tempo rimproverato a Machiavelli, volgarmente riassunto nella formula: il fine giustifica i mezzi. Il segretario fiorentino venne messo all’Indice per questo.

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