pillola abortiva: lo scontro decisivo – il fuoco di sbarramento del fronte del no si intensifica

Da La Repubblica. Segue un’intervista con Silvio Viale che dice: "Per tutta l´Europa è sicura solo qui i talebani si oppongono".
 
 
 

GIOVEDÌ, 30 LUGLIO 2009

Michele Bocci e Ottavia Giustetti a Pagina 9
 
Gli antiabortisti sostengono che la pillola non è sicura. Oggi la decisione
 
Ru486, fronte del no all´attacco L´Aifa: non ci faremo condizionare
 
 
 
Ru486, l´offensiva del fronte del no "È pericolosa, l´ok non è scontato"
 
L´Aifa: non ci faremo condizionare. Oggi la decisione
 
 
 
Il sottosegretario Roccella: "Nel mondo 29 vittime dal 1988". Il Pd: "Basta crociate"
 
MICHELE BOCCI

ROMA – Oggi è il giorno della decisione sulla Ru486 e il fuoco di sbarramento degli avversari della pillola abortiva si fa sempre più intenso. Morti provocate dal farmaco, dubbi sulle procedure, dati incompleti. Si usano tutte le argomentazioni possibili perché l´Aifa rifiuti o rinvii la registrazione. Anche se nell´occhio del ciclone, all´Agenzia italiana del farmaco si dicono tranquilli e pronti a prendere la decisione giusta.
«Personalmente sono molto perplessa sull´utilizzo della pillola abortiva Ru486, poiché penso che persistano delle zone d´ombra sulla sicurezza di questo farmaco. Dall´88 sarebbero 29 le morti tra donne in vari paesi a causa sua, ma il dato non è nei verbali del Comitato tecnico dell´Aifa», ha detto il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella a margine della presentazione della Relazione annuale sulla legge 194. «L´ok dell´Agenzia per il farmaco non è scontato», aggiunge. Luca Volontè del´Udc definisce la Ru486 «pillola assassina» e invita l´Aifa a pubblicare il dossier sulle conseguenze che può provocare. Mentre il movimento Scienza & Vita elenca gli argomenti del fronte del noi: «Considerevole numero di donne decedute dopo aborto chimico con la Ru486, imprecisata incidenza delle infezioni gravi, privatizzazione dell´aborto e solitudine delle donne, incongruenza con l´applicazione della Legge 194. Questi solo alcuni degli aspetti che devono scongiurare l´approvazione della pillola abortiva da parte dell´Aifa»
I colpi di chi non vuole la pillola in Italia paiono non turbare l´Agenzia italiana per il farmaco. «Siamo tranquilli, non ci faremo condizionare e prenderemo serenamente le nostre decisioni». A parlare è Guido Rasi, direttore generale dell´Aifa, che oggi pomeriggio parteciperà alla riunione decisiva del Cda (anche se non ne è membro e non potrà votare). «Ognuno è libero di dire ciò che vuole – prosegue Rasi – Spesso sui farmaci si aprono dibattiti, come è giusto che sia poiché si tratta di prodotti che hanno a che fare con la nostra salute, ma noi siamo tecnici e prenderemo la decisione giusta».
Da sempre Roccella è tra i principi avversari della Ru486. Ieri il sottosegretario ha detto che non esiste una rilevazione statistica sulle esperienze fatte fino ad oggi dalla Regioni italiane che hanno usato la pillola. «La situazione si presenta a macchia di leopardo. Ad esempio il protocollo adottato dall´Emilia Romagna prevede tre giorni di ricovero in day hospital, ma due pareri del Consiglio superiore di sanità dicono che c´è parità di rischio tra aborto farmacologico e chirurgico solo se l´aborto farmacologico viene completato in ospedale».
Le risponde l´ex ministro della Sanità Livia Turco del Pd: «Ancora una volta dobbiamo ricordare al sottosegretario che i temi come quello della Ru486 non sono temi da crociata ideologica. La validità di un farmaco è stabilita da organismi tecnici a ciò deputati e non da un sottosegretario». Il capogruppo del Pd al Senato, Dorina Bianchi, avverte: «Siamo certi che l´Aifa darà un parere scevro da condizionamenti e attento soprattutto alla sicurezza delle donne, tuttavia bisognerebbe evitare che con il via libera per l´inserimento della pillola Ru486 nel prontuario farmaceutico passi solo il messaggio che abortire è diventato più facile».
Francesca Martini, sottosegretario al Welfare, ieri ha sottolineato che la pillola «non dà garanzia di espulsione completa della camera gestazionale. Non è uno scherzo, non è un gioco. Non è automedicazione. E anche se evita l´intervento chirurgico, senza dubbio non evita il dolore. Non si tratta di dire Ru486 si o no: bisogna dire che non è la pillola dei miracoli». L´ultima parola, oggi, al Cda dell´Aifa.

 


 

Più rischioso il Viagra
Silvio Viale, il ginecologo di Torino primo a sperimentarla
"Per tutta l´Europa è sicura solo qui i talebani si oppongono"

OTTAVIA GIUSTETTI
Silvio Viale, il ginecologo di Torino primo a sperimentarla
"Per tutta l´Europa è sicura solo qui i talebani si oppongono"
 
 
 
La mortalità per il Viagra è molto più alta. La verità è che ora diventerà più difficile sabotare il diritto della donna a interrompere la gravidanza
 

TORINO – «La resistenza talebana contro la pillola abortiva sta per finire, ho sempre saputo che sarebbe stata solo una questione di tempo». Silvio Viale è il medico ginecologo torinese che da dieci anni ormai si batte perché anche l´Italia adotti l´aborto farmacologico negli ospedali. «La decisione di oggi arriva con troppo ritardo – dice Viale – dieci anni dopo che tutti i Paesi europei hanno chiesto l´importazione della Ru486, tranne l´Irlanda e il Portogallo dove l´aborto era vietato».
Il fronte dei contrari alla pillola abortiva è tornato alla carica sostenendo che il farmaco non è sicuro. Quanto è pericoloso per la donna decidere di abortire con la Ru486?
«Non lo è affatto e le ragioni dell´ostruzionismo di tutti questi anni non sono ragioni scientifiche. Per il semplice fatto che se non lo sono negli altri Paesi non possono esserlo in Italia. La Ru486 è un farmaco utilizzato largamente da dieci anni nel mondo e non ha controindicazioni».
Il Movimento per la vita dice che 29 donne sono morte per aver interrotto la gravidanza con la pillola abortiva. È vero?
«Anche se questi 29 casi fossero reali, ma non lo sono, non costituirebbero un ostacolo per la registrazione di nessun altro farmaco. La mortalità per il Viagra, per esempio, è di dieci volte superiore. Come pure quella di molti farmaci da banco in commercio in Italia. Nel 2003 i centri antiveleno hanno segnalato 59 morti negli Usa per l´aspirina, e nessuno si sogna di toglierla dal commercio».
Perché, secondo lei, ancora molti medici nel nostro Paese si oppongono all´introduzione della Ru486?
«Perché la pillola abortiva limita le potenzialità dell´obiezione di coscienza. In un Paese dove una donna può decidere per l´aborto farmacologico c´è un ambiente culturale nel quale è più difficile sabotare il diritto all´aborto. È questo che spaventa. Basti pensare che con la Ru486 si potrà interrompere la gravidanza anche in consultorio, come la legge 194 già prevede».
Perché lei ha lottato tutti questi anni per l´importazione della Ru486?
«L´aborto è una decisione personale. E se una donna sceglie di abortire deve poterlo fare nel modo migliore e nel più breve tempo possibile. L´interruzione di gravidanza diventerà un intervento normale della sanità pubblica. E non messo ai margini come è stato fino a oggi».
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