Sensazionale ma non troppo

Secondo l’annuncio papale di ieri sera, sarebbero state scoperte nella tomba di San Paolo sotto l’altare maggiore della basilica di San Paolo fuori le mura, frammenti di ossa appartenute all’apostolo. Che dire?
Esisteva una tradizione fin dagli inizi del cristianesimo che gli apostoli Pietro e Paolo sarebbero stati attivi a Roma e che Paolo, sarebbe stato ucciso sulla strada per Ostia. Sul luogo del suo presunto martirio fu poi edificata una basilica su un preesistente edificio in suo onore. Ora, considerato che allora i cristiani venivano uccisi, che la basilica risale alla fine del IV secolo, che vi era una tradizione sulla presenza della tomba di Paolo in quel luogo, nonostante non si possa sempre dar credito a tutte le tradizioni, la cosa è possibile. Non si può affermare però con certezza che quelle ossa siano effettivamente di Paolo, perché per farlo bisognerebbe disporre del suo DNA. Dallo stringato annuncio possiamo solo dedurre che si tratta di un uomo, probabilmente cristiano, vissuto tra il I e il II secolo DC. Scarsissimi sono però i dati sulla scoperta, sulla procedura e sugli autori. Si dice solo che è stata inserita una sonda nella tomba e che, assieme ad alcuni tessuti di lino, a grani d’incenzo, sono stati trovati piccoli frammenti ossei che, analizzati al carbonio 14, si sono rivelati appartenenti a quel periodo. Sconcertante è infine la segretezza con la quale l’operazione è stata condotta. Sarebbe stato più opportuno che la Chiesa, avesse dato pubblica notizia del progetto spiegando i tempi, i metodi, le procedure e gli autori dello stesso. Ci sarebbe stato sì l’inconveniente di un risultato non rispondente alle aspettative, con grave compromissione per il luogo di culto, ma sarebbe apparsa chiarala serietà degli intenti. Mantenendo segreta l’operazione, rimane il sospetto di una cosa fatta in casa, lontano dalle altrui verifiche o controdeduzioni. Senza contare poi che, in caso di risultati negativi, la cosa si sarebbe insabbbiata e nessuno ne sarebbe stato più a conoscenza. Salvo, naturalmente, qualche scoop sempre possibile. Così ne parla La Repubblica.
 
LUNEDÌ, 29 GIUGNO 2009
 
Pagina 20 – Cronaca
 
"Quei resti sono dell´apostolo Paolo"
 
L´annuncio di Ratzinger: test del carbonio14 sulle ossa sepolte nella basilica
 
 
 
Benedetto XVI chiude le celebrazioni dell´anno dedicato al santo
 
ORAZIO LA ROCCA

CITTÀ DEL VATICANO – «Sì, quelle ossa sono dell´apostolo Paolo». Storico colpo di scena ieri sera nella basilica di San Paolo fuori le mura, a Roma. Benedetto XVI ha solennemente annunziato Urbi et Orbi (alla città di Roma e al mondo) che nel sarcofago situato da secoli sotto l´altare maggiore, «dopo una attenta ricognizione scientifica», sono stati trovati frammenti di ossa umane risalenti al primo-secondo secolo d. C., oltre che grani d´incenso rossi e tessuti di lino. «Ciò conferma – ha assicurato il pontefice – l´unanime e incontrastata tradizione che si tratti dei resti mortali dell´apostolo Paolo».
L´annuncio – frutto di una attenta regia scrupolosamente gestita dal cardinale arciprete della basilica, Andrea Cordero Lanza di Montezemolo – ha clamorosamente chiuso le celebrazioni dell´Anno Paolino presiedute dallo stesso Benedetto XVI. Anzi, per evitare fughe di notizie sui lavori che da mesi si stanno facendo intorno al sarcofago con la diretta supervisione dello stesso cardinale Cordero Lanza di Montezemolo – che tra l´altro è anche un architetto specializzato in tecnica e scienze delle costruzioni – la Sala Stampa vaticana appena pochi giorni fa, presente il porporato arciprete, aveva «decisamente» negato che il luogo della tomba del santo sarebbe stata sottoposto a ricognizioni. «Forse se ne parlerà più in là perché le difficoltà sono enormi a causa dello spessore della tomba», era stata la «spiegazione» tecnica delle autorità pontificie. Bugie diplomatiche. In realtà, in Vaticano già sapevano tutto, ma nessuno ha fatto trapelare nulla per non compromettere, evidentemente, l´effetto sorpresa su quanto il Papa avrebbe annunciato alla chiusura delle celebrazioni paoline in ricordo della nascita di San Paolo. E così è stato.
«Siamo qui raccolti presso la tomba dell´apostolo il cui sarcofago conservato sotto l´altare papale è stato fatto recentemente oggetto di una attenta analisi scientifica», ha spiegato tra l´altro Ratzinger. «Nel sarcofago che non è mai stato aperto in tanti secoli – ha puntualizzato – è stata praticata una piccolissima perforazione per produrre una speciale sonda mediante la quale sono state rilevate tracce di un prezioso tessuto di lino colorato di porpora, laminato di oro zecchino e di un tessuto di colore azzurro con filamenti di lino. Trovati anche grani di incenso rosso e di sostanze proteiche e calcaree. Inoltre piccolissimi frammenti ossei, sottoposti all´esame del carbonio 14 da parte di esperti ignari della loro provenienza sono risultati appartenere a persona vissuta tra il primo e il secondo secolo». Da qui, l´assicurazione che si tratta dei «resti mortali dell´apostolo Paolo. E tutto questo riempie il nostro animo di profonda emozione».
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